Psicologo-Psicoterapeuta

Psicologo Psicoterapeuta Frosinone e provinciaL’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS 1978) definisce la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale che non può essere assimilabile alla semplice assenza di malattia o infermità.”

Limitando questa definizione all’ambito prettamente psicologico, ciò implica che la salute psichica non coincide con l’assenza di un disturbo psicopatologico, bensì con la promozione attiva del proprio benessere psicologico.

Per provare a tradurre in termini concreti “la promozione attiva del proprio benessere psicologico”, dobbiamo porci, e tentare di rispondere, ad un paio di domande: Quando è il caso di andare da uno psicologo? Perché iniziare un percorso psicologico?

In senso strettamente clinico e diagnostico si parla di disturbo psicologico nel momento in cui una determinata condizione psicologica compromette significativamente le capacità lavorative e sociali di una persona. Tuttavia, pensare di rivolgersi ad un esperto soltanto nel momento in cui il disturbo si presenta in una forma conclamata costituisce un limite, perché così facendo si corre il rischio che anche le aree più funzionanti della personalità vengano per così dire “invalidate” da quelle più patologiche.

Ogni disturbo ha un suo periodo, più o meno lungo, di incubazione. Per esempio, una depressione non capita in maniera improvvisa, ma è spesso preceduta da una stanchezza ingiustificata dal proprio ritmo di vita, da un senso di vuoto, da eccessivi sensi di colpa, da un inizio di ritiro dai propri interessi abituali; così come un’ansia generalizzata è spesso preceduta da una paura generale che lentamente si ingrandisce fino a trasformarsi in un’ansia divorante.

Più in generale il proprio malessere psicologico, soprattutto se tende ad essere costante nel tempo, non va mai trascurato. Una bassa autostima, un sentirsi una nullità, il non avere scopi nella vita, il ripetere sempre gli stessi “errori” nelle relazioni, il non riuscire a prendere determinate decisioni, il sentirsi sempre “bloccati” dai giudizi e dai pregiudizi, sono tutte forme di malessere psicologico che meritano attenzione e che possono essere approfondite insieme ad uno specialista.

Quindi, tornando alla domanda “Quando andare da uno psicologo?”, si può dire che sarebbe opportuno iniziare un percorso terapeutico nel momento in cui avvertiamo che il nostro malessere psicologico, anche se non si manifesta, o non si manifesta ancora, dentro un quadro clinico ben specifico, ha toccato o sta toccando il nostro equilibrio interiore.

Anche se spesso e volentieri molte persone intuiscono il “quando” sarebbe il caso di consultare uno psicologo, finiscono, il più delle volte, con il non rivolgersi ad un professionista perché nutrono aspettative poco realistiche sul cosa significhi andare dallo psicologo. In altre parole, non colgono il “perché” dovrebbero iniziare un percorso psicoterapeutico. Infatti, qualcuno teme che significherebbe “essere pazzi”, e quindi per evitare questo etichettamento preferiscono tenersi il loro malessere. Alcuni ritengono che certi problemi siano “solo psicologici” e che di fatto, quindi, siano dei non-problemi. Altri immaginano che lo psicologo sia una specie di amico, dispensatore di consigli. E un consiglio, giustamente, preferiscono non pagarlo. Ma non funziona così.

Lo psicologo aiuta la persona a trovare il proprio modo di rapportarsi al mondo esterno e al mondo interno, non da soluzioni preconfezionate ma cerca di far aumentare la consapevolezza di quali sono quei fattori che influenzano l’esistenza del paziente. Fattori ed elementi per lo più inconsci, annidati per esempio nei sogni e nei modelli relazionali della persona. Lo psicologo non ha già la verità in tasca e non presuppone di saperne di più del paziente, ma lo aiuta nel fargli scoprire le sue risorse potenziali, quanto è ancora in nuce.

Detto questo, allora perché andare dallo psicologo? In poche parole, per trasformare il malessere in consapevolezza, e la consapevolezza in nuove possibilità esistenziali.

×
Menù